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Quando è il momento di rifare il sito web della tua azienda (e quando no)

Il sito web aziendale invecchia, ma non sempre va rifatto. Alcune PMI spendono 20.000 euro in un nuovo sito quando il problema era di contenuto. Altre tengono un sito del 2015 che costa clienti ogni mese. Come distinguere le due situazioni.

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Redazione

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Ci sono due modi in cui le PMI sbagliano con il sito web. Il primo è tenere un sito che non funziona perché "è già stato fatto" e rifarlo sembra costoso. Il secondo è fare un sito nuovo ogni tre anni spendendo molto e ottenendo poco, perché il problema non era il sito: erano i contenuti, o la strategia.

Prima di avviare qualsiasi rifacimento, vale la pena capire qual è il problema reale.


I segnali che il sito va rifatto

Non è questione di età o di grafica. Questi sono i segnali concreti.

Non funziona su mobile. Un sito non responsive o con UX scadente su smartphone è un problema serio perché la maggior parte del traffico arriva da mobile, anche nel B2B. Google penalizza i siti non mobile-friendly nei risultati di ricerca. Se il sito è difficile da usare su telefono, va rifatto.

La velocità è lenta. Più di tre secondi per caricare la homepage su una connessione normale: i visitatori abbandonano. Gli strumenti gratuiti (Google PageSpeed Insights, GTmetrix) misurano la velocità e identificano i problemi principali.

Non si indicizza. Se cercando il nome dell'azienda su Google il sito non compare nelle prime posizioni, o se le pagine di servizio non compaiono per nessuna ricerca rilevante, c'è un problema tecnico o di contenuto che un sito nuovo risolve o aggrava, a seconda di come viene fatto.

Il back-end non si gestisce. Se aggiornare una pagina del sito richiede ogni volta un intervento tecnico esterno, il costo di gestione è alto e il contenuto non viene aggiornato. Un CMS moderno (WordPress ben configurato, Webflow, Squarespace per i siti più semplici) permette al team interno di aggiornare i contenuti in autonomia.

Non genera contatti. Se il sito riceve traffico ma non genera richieste di contatto, il problema è quasi sempre nei contenuti o nel processo di conversione, non nel design. Prima di rifarlo, verificare se c'è una call-to-action chiara, se i form funzionano, se le pagine di servizio rispondono alle domande che i potenziali clienti fanno.


I segnali che il problema non è il sito

Un sito non converte perché non riceve traffico: il problema è la visibilità, non il sito. Un nuovo sito bello ma senza traffico produce gli stessi risultati di quello vecchio.

Un sito non converte perché i contenuti non comunicano il valore dell'azienda: il problema è il contenuto. Un sito nuovo con gli stessi contenuti vaghi del vecchio non migliora la conversione.

Un sito non converte perché i clienti vengono da referral e il sito serve solo come credenziale: in questo caso il sito non è un canale di acquisizione ma uno strumento di validazione. L'investimento giusto è mantenere il sito credibile e aggiornato, non farne uno nuovo costoso.


Come approcciarsi al rifacimento

Se il sito va rifatto, la parte più importante non è scegliere la piattaforma o il design: è definire cosa deve fare il sito nuovo che quello vecchio non fa.

Generare X contatti al mese dal canale organico. Posizionarsi per Y keyword rilevanti per il business. Ridurre il bounce rate sulle pagine di servizio. Aumentare il tempo medio di visita su pagine specifiche.

Senza obiettivi misurabili, non c'è modo di valutare se il rifacimento ha avuto successo. E senza questa valutazione, si rischia di ripetere lo stesso errore tra tre anni.


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Domande Frequenti

Ogni quanti anni andrebbe rifatto il sito web di una PMI?

Non c'è una regola fissa basata sull'età. Un sito va rifatto quando non funziona per il suo scopo principale: generare contatti, mostrare credibilità, supportare il commerciale. Siti tecnici di 8 anni possono essere ancora efficaci se il contenuto è aggiornato e il design non è obsoleto. Siti di 2 anni possono essere già problematici se sono stati costruiti male.

Quanto costa rifare il sito web di una PMI in Italia?

Il range è molto ampio: da 2.000-4.000 euro per un sito semplice su template con poche pagine, a 15.000-40.000 euro per siti con design custom, contenuti elaborati e funzionalità avanzate. Il costo del sito non è una misura della sua qualità o efficacia: siti da 3.000 euro ben curati convertono meglio di siti da 20.000 euro con contenuti deboli.

È meglio fare in-house o affidare a un'agenzia il rifacimento del sito?

Quasi sempre meglio delegare la parte tecnica e di design a una realtà specializzata. La parte di contenuti (cosa scrivere, come posizionarsi, quali case study mostrare) deve venire dall'interno: nessun'agenzia conosce il valore della tua azienda meglio di te. Il lavoro migliore nasce dalla collaborazione: l'agenzia struttura e realizza, il cliente alimenta di contenuto reale.

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